Comune di Collesalvetti

     

 

 

Villa Carmignani

Villa Carmignani, attuale proprietà della Cassa Nazionale Forense a seguito di donazione da parte dell’ultima erede della famiglia omonima (l’avv. Giuliana Carmignani), fu residenza di campagna della famiglia Carmignani, illustre casata tra l’800 ed il ‘900 di origini pisane, proprietaria di un vasto patrimonio immobiliare e agrario, di cui si ricordano i fratelli Giovanni Carmignani giurista e professore all’Università di Pisa e Vincenzo Carmignani medico e naturalista (“uno celebre professore di diritto criminale nell’Università di Pisa, l’altro zelante e benemerito agronomo, autori entrambi di un merito non mendicato”, E. Repetti 1831).

La proprietà è costituita da un parco di boschi di alto fusto alternati ad ampie zone prative di oltre 10 ha su cui insistono la villa padronale, la cappella gentilizia, la limonaia e la casa colonica. La villa padronale, risalente alla prima metà del XIX secolo, è costituita da un corpo centrale dislocato su 3 piani riccamente decorato, da individuare quale fronte principale, e da un corpo secondario sul lato sinistro a 2 piani, con facciata liscia e priva di risalti e cornici.

La cappella gentilizia, dedicata a S. Giovanni Evangelista, risale alla metà del XIX secolo (consacrata nel 1851) ed è caratterizzata da pianta a croce latina, una sola navata, abside, transetti ed un campanile a pianta quadrata. Il portale è sovrastato dallo stemma di famiglia. Tra la casa padronale e la cappella sorge la limonaia, probabilmente risalente alla metà dell’800, che pare segnare il limite tra la zona nobile della villa e la zona agricola della proprietà.

La struttura, di elegante fattura in linea con le architetture di molte orangerie annesse alle nobili residenze dell’epoca, constava di un corpo centrale ad un solo piano con ampie fenestrature vetrate e di due ali laterali in posizione arretrata; internamente era ripartita in tre ambienti, di cui il principale centrale adibito al ricovero invernale degli agrumi coltivati in vaso e i laterali adibiti a depositi e al ricovero botti, con accesso dal lato posteriore. La facciata posteriore si presentava priva di ornamenti, mentre da una porta laterale si raggiungeva il solario.

La limonaia, come gli altri edifici della proprietà, è stata recentemente oggetto di restauro al fine di conservare le strutture ed adibirle a nuove funzioni di socialità. La casa colonica, la cui costruzione risale al periodo 1925-1930, è caratterizzata da struttura semplice, tipica degli edifici a destinazione prettamente agricola, dislocata su due piani: il piano terreno con locali adibiti alla conservazione e lavorazione dei prodotti agricoli, al ricovero di attrezzi e di bestiame, al piano superiore erano localizzati i locali adibiti ad abitazione.

Grande valenza storico-culturale e naturalistica (oltre alle enormi potenzialità didattiche e di fruizione controllata) è apportata dal parco con i 5 ha di boschi caducifoglie e laurifille alternati ad ampie zone prative, lasciati in uno stato di naturalità: alle specie quercine (cerri, lecci, roverelle, roveri) che presentano anche esemplari vetusti di rara importanza già segnalati dal Corpo Forestale dello Stato ai fini dell’inserimento nell’elenco degli alberi monumentali, si aggiungono bellissimi esemplari di alloro e agrifoglio e specie arboree alloctone inserite storicamente nel parco a scopo ornamentale.

 

 

 

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A cura di: Francesca Ruggeri

   

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