La fauna dell'ANPIL "Le Sorgenti di Colognole"

 

Comune di Collesalvetti

     

 

 

  Area Naturale Protetta di Interesse Locale

  "Le Sorgenti di Colognole"

L’ANPIL “Le Sorgenti di Colognole” si estende per 246 ha ca. nella parte sud-occidentale del territorio del Comune di Collesalvetti, appena fuori l’abitato di Colognole. Il valore naturalistico dell’area risulta dalla compresenza di coperture vegetazionali diversificate, dalla macchia mediterranea, alla lecceta, alla pineta a pino marittimo (Pinus pinaster Aiton) e dalla presenza, in zone localizzate, di una flora altamente specializzata, quale quella delle serpentinofite.

Nelle aree di fitta ed intricata macchia mediterranea sono rintracciabili specie dal tipico portamento arbustivo, quali corbezzolo (Arbutus unedo L.), lentisco (Pistacia lentiscus L.), filliree (Phillyrea angustifolia L., P. latifolia L.), mirto (Myrtus communis L.), viburno (Vinurnum tinus L.), erica (Erica arborea L.). Le uniche specie dal portamento arboreo sono rappresentate da leccio (Quercus ilex L.) e da pino marittimo; ricco lo strato rampicante con la stracciabrache (Smilax aspera L.), la robbia (Rubia peregrina L.), il tamaro (Tamus communis L.), l’edera (Hedera helix L.), l’asparago selvatico (Asparagus acutifolius L.), le clematidi (Clematis flammula L., C. vitalba L.), il caprifoglio (Lonicera caprifolium L., L. implexa Aiton).

La lecceta delle sorgenti di Colognole, degna cornice delle splendide strutture dell’Acquedotto Leopoldino, rappresenta un nucleo relitto dell’antica copertura vegetazionale spontanea della penisola italiana, la foresta di leccio, con esemplari arborei che raggiungono e superano i 15 m di altezza. La flora erbacea è costituita dal ciclamino (Cyclamen neapolitanum Ten.), detto anche “pan porcino” per l’alta appetibilità da parte del cinghiale, la consolida maggiore (Symphytum officinale L.), la viola mammola (Viola odorata L.) e la bulbosa scilla silvestre (Scilla bifolia L.).

Lungo i tratti dei torrenti Morra e Camorra compare il bosco mesofilo di latifoglie decidue, con carpino bianco (Carpinus betulus L.), nocciolo (Corylus avellana L.), orniello (Fraxinus ornus L.) e tipica vegetazione ripariale.

Le aree dell’ex-cava della Focerella, di Monte Maggiore e di Poggio alle Fate, caratterizzate da substrati di rocce verdi, le serpentiniti, sono colonizzate dalla flora serpentinofitica, perfettamente adattata alle condizioni di alta aridità e radiazione solare, alla povertà dei terreni, all’elevato contenuto di magnesio e ferro, nonché alla presenza di elementi tossici quali nichel, cobalto, cromo e boro.

Tra le fioriture più appariscenti della gariga a serpentinofite: l’alisso del Bertoloni (Alyssum bertolonii Desv.), il tulipano dei serpentini (Tulipa australis Link.), lo spillone del serpentino (Armeria denticulata (Bertol.) Dc.), il fiordaliso tirreno di Caruel (Centaurea aplolepa Moretti subsp. carueliana (Michel.) Dostàl), il giaggiolo tirrenico (Iris chamaeiris Bertol.), nonché altre specie d’interesse quali l’iberide rossa (Iberis umbellata L.), l’euforbia spinosa (Euphorbia spinosa L.), la bivonea del Savi (Ionopsidium savianum (Caruel) Ball).

 

 

 

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A cura di: Francesca Ruggeri

   

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