Comune di Collesalvetti

     

 

 

Acquedotto delle Pollacce (o della Colmata)

Costruito agli inizi del XIX secolo (1820), l’Acquedotto delle Polacce (o della Colmata) forniva acqua potabile ai tre poderi di Mortaiolo (San Leopoldo, San Ferdinando e Le Pollacce), di proprietà della Fattoria di Nugola nella persona di Eustachio Mospignotti (“In certi Poderi da lui posseduti nella Pievania di Nugola nel 1820 fece fabbricare fontane pubbliche...”, F. D. Guerrazzi 1831), al quale si deve la realizzazione delle case poderali e delle strutture dell’acquedotto “privato” e delle relative fontane pubbliche, a cui si rifornivano anche gli abitanti della zona sino al 1945, anno in cui il nuovo Acquedotto del Mortaiolo (1906) divenne in grado di portare acqua nelle abitazioni grazie ad una più moderna rete idrica.

Attualmente le case poderali ed altri edifici rurali di successiva costruzione, tra cui la tabaccaia (primi anni del ‘900) e l’Acquedotto delle Pollacce, sono inclusi nella proprietà Fattoria Tenuta di Nugola - Vigneti di Nugola srl e sottoposti a vincolo dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, quali edifici di interesse storico-culturale.

La struttura dell’Acquedotto delle Pollacce o della Colmata, toponimi ricollegabili rispettivamente alle polle di acque sorgenti e alle opere di bonifica per colmata portate avanti nei secoli nel territorio locale, costellato di aree palustri, tra cui il Padule di Mortajolo (“località da prima boschiva e padulosa ridotta a cultura mediante colmata, l’ultima e la più concludente delle quali fu fatta nell’anno 1790 colle acque del Tora”, F. Bocci 1910), è ben raffigurata in una pianta del 1827 a cura dell’incisore Giuseppe Canacci. La pianta include 7 tavole con i prospetti delle singole unità strutturali (casino della sorgente, condotti, conserve, edicole, fonti) e mostra la planimetria dell’acquedotto articolata a mo’ di L, con un lato corto che si origina dal Casino della Sorgente e termina, piegando ad angolo retto, nella Fonte Pubblica protetta da edicola nei pressi del Podere delle Pollacce (o della Colmata), da dove si diparte il lato lungo che, in dirittura, giunge sino alle fonti terminali presso il Podere di San Ferdinando (Fonte dei Lavoratori e Fonte Pubblica). Lungo il tragitto del condotto, in parte sopraelevato, in parte interrato, sono presenti pozzetti di ispezione (accuratamente rappresentati nella pianta), di cui uno di forma ottagonale ben visibile e conservato.

Casino della Sorgente: struttura cilindrica a pianta circolare, posta a protezione della sorgente, dotata di 4 finestre semicircolari con 1 porta di accesso, su cui è collocata una delle finestre semicircolari, internamente dotata di una serie di vaschette di decantazione lungo le mura perimetrali in cui venivano fatte confluire le acque della sorgente. Da questa edicola parte il condotto di trasporto dell’acqua che, in questo tratto fino alla Prima Conserva, è esterno e ben visibile, con pozzetti di ispezione, archi in serie e conduttura interna di terracotta. Prima Conserva: edicola cilindrica con struttura soprastante (tiburio) ottagonale, situata a 300 m ca. in perfetto asse dal Casino della Sorgente, presenta 2 porte allineate, 2 finestre semicircolari tripartite ed internamente una vasca circondata da camminamento. Dalla Prima Conserva il condotto diviene interrato.

Seconda Conserva: edicola cilindrica con tiburio ottagonale, situata a 250 m ca. in perfetto asse dalla Prima Conserva, presenta 1 sola porta con 2 finestre semicircolari, anch’esse tripartite, una opposta all’altra, mentre in alto nel tiburio ottagonale sono visibili 4 finestrelle semicircolari cieche; all’interno è presente una grande vasca con il camminamento attorno. Dalla Seconda Conserva il condotto interrato devia di 90° verso il Podere della Colmata. Edicola della Fonte Pubblica: edicola ottagonale con finestre ellittiche ed 1 sola porta di accesso, presso il casolare delle Pollacce, in perfetto asse con la Seconda Conserva, sorge a protezione della Fonte Pubblica ed internamente presenta una vasca ottagonale di raccolta, con cornice e camminamento ottagonale attorno. Da questa struttura il condotto interrato si indirizza in dirittura (sotto il tracciato dell’antica strada poderale) fino alla doppia grande Fonte Terminale, presso il casolare di San Ferdinando.

Fonte dei lavoratori (“privata”): veniva utilizzata dagli abitanti e lavoratori del complesso poderale, ha l’accesso dal cortile interno tramite uno sdrucciolo, presenta un’edicola centrale, in cui scorreva il condotto, dotata di fontanella centrale a forma di conchiglia da cui sgorgava l’acqua e 2 conche laterali. Fonte pubblica: alle spalle di quella “privata”, ha l’accesso dalla strada pubblica di Mortaiolo, presenta 2 vasche coperte da loggia con 2 archi e colonna centrale con fontana. Sulla sinistra sono visibili 2 porte rettangolari, da cui (da quella di destra) si accede al sotterraneo dei 10 piloni (vasche comunicanti), ultimo luogo di decantazione dell’acqua prima di sgorgare dalle fontane. L’Acquedotto delle Pollacce rappresenta un esempio di architettura “privata” altamente funzionale (vd. la realizzazione della pendenza in un territorio pianeggiante, ottenuta innalzando nel tratto iniziale il condotto di ca. 1 m dal piano di campagna ed interrandolo nel tratto finale di ca. 2 m sotto il piano di campagna, vd. il sistema di vasche di decantazione presenti lungo il percorso sino alla Fonte Terminale) e di pregiato valore estetico come risulta dalla bellezza delle architetture che lo compongono.

 

 

 

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A cura di: Francesca Ruggeri

   

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